Welfare Aziendale Crescita GoWelf Welfare Aziendale

Negli ultimi anni, anche in Italia si è assistito alla sempre più evidente diffusione di strumenti e politiche volte a sostenere i cittadini, alle prese con le difficoltà dettate dalla complessa situazione socio-economica.

È infatti indiscutibile come il rischio derivante da questo quadro, fosse quello di allargare sempre più la forbice delle disuguaglianze sociali, inasprendo situazioni di povertà preesistente e gravando su fasce di popolazione già di per sé esposte.

In questo senso, le politiche di Welfare aziendale che nel frattempo sono intervenute, hanno consentito di mitigare notevolmente eventuali situazioni di criticità, mettendo a disposizione delle famiglie strumenti e sistemi su cui poter fare diretto ed immediato riferimento: si pensi ad esempio all’innalzamento del limite di deducibilità dei fringe benefit, che di fatto ha garantito un istantaneo incremento del potere di acquisto attraverso i buoni spesa, o ancora, a tutto il tessuto dei sostegni di natura assistenziale, tramite cui il lavoratore può ora accedere ad apparati ad appoggio dei propri famigliari.

Rimborsi per le spese sostenute nell’ambito dell’istruzione, per i servizi di baby-sitting, o per il personale dedicato ad anziani non autosufficienti, solo per citarne alcuni, fino ad arrivare alla possibilità di utilizzo dei propri crediti Welfare per il pagamento di strutture specializzate, o di servizi di ascolto e sostegno psicologico, hanno così permesso di mutare in maniera considerevole il benessere delle famiglie e, al tempo stesso, anche il rapporto azienda-lavoratore.

Proprio alla luce dei risvolti positivi del sistema Welfare, è indubbio che tale apparato debba costituire la chiave di volta per generare un circolo virtuoso, tramite cui sospingere la ripresa economica, che verrebbe così fortemente incentivata dai consumi provenienti dal basso, nonché dalla maggior tutela di cui potrebbero avvalersi le famiglie stesse.

Ed ecco perché in un tessuto come quello italiano, fortemente connotato dalle piccole e medie imprese, risulta molto difficile pensare ad una costante e definitiva ripresa, se non in presenza di misure che pongano il Welfare aziendale al centro delle politiche economiche ed imprenditoriali. Un sistema che, se correttamente impostato, potrebbe altresì avere forti ricadute sul territorio, grazie alla rete delle strutture messe a diretta disposizione del cittadino e ai servizi di prossimità di cui le famiglie potrebbero avvalersi.

Mercato del lavoro che, di conseguenza, potrebbe giovare di un impulso positivo sotto molteplici aspetti, non solo per l’evidente ricaduta positiva in termini occupazionali, in virtù della necessità di implementare la trama delle strutture di cui poc’anzi accennato, ma anche perché, l’imprenditore desideroso di incentivare il proprio personale dipendente, potrebbe avvalersi di uno strumento di premialità soggetto a defiscalizzazione e con immediato risparmio, da potere eventualmente reimpiegare nell’assunzione di nuova forza-lavoro.

Traendo alcune conclusioni, appare quindi quanto mai opportuno imparare a rimodulare le tematiche legate allo sviluppo e al supporto del mondo del lavoro oggi, avendo cura di focalizzarsi su un concetto, quello di sostegno, che nell’accezione di sostegno dello Stato all’impresa, dovrebbe sempre di più essere letto come garanzia di apertura ed inclusione a misure di Welfare, e, non meno importante, nella veste di sostegno al lavoratore, come costruzione di una rete che ne tuteli le fragilità legata alla quotidianità e ne faciliti l’accesso, migliorandone l’approccio, ai beni di consumo. Con evidente beneficio di tutto il comparto socio-economico nazionale.

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